Recensione de “Il diavolo” di Lev Tolstoj (Francesco Capezzone 3A)

Recensione de “Il diavolo” di Lev Tolstoj (Francesco Capezzone 3A)

“Il diavolo” è un racconto dello scrittore russo Lev Tolsstoj, autore riconosciuto e apprezzato soprattutto per capolavori come “Guerra e Pace” e “Anna Karenina”. Il racconto originale prevedeva un finale diverso da quello che conosciamo oggi, e fu scritto nel 1889, mentre la versione revisionata attuale fu pubblicata probabilmente nel 1909. Presenta un linguaggio semplice e chiaro, facilmente comprensibile da tutti. La storia racconta di un giovane chiamato Evgenij il quale, dopo la morte del padre, acquisisce  una proprietà campestre appartenuta alla famiglia. Evgenij vi si trasferisce con l’adorata madre, con l’intento di riavviare l’attività e ripagare i debiti che il padre aveva accumulato negli anni. Evgenij lavora senza sosta e vive serenamente, ma il tempo passa ed inizia a sentire la mancanza di una donna; per questo gli viene presentata da un suo bracciante la bella Stepanida, una contadina che lavorava da tempo presso la sua proprietà. I due intrattengono per diverso tempo, fino a quando Evgenij non decide di porre un freno a questa sua relazione, sposando una giovane donna di famiglia benestante, chiamata Liza. I due vivono insieme una vita agiata e felice, sono sinceramente innamorati l’uno dell’altra e non hanno preoccupazioni, ma gli scheletri dell’armadio di Evgenij riemergeranno; la sola visione di Stepanida, che lavora presso la sua proprietà, provoca in Evgenij un desiderio ed un’eccitazione tale da farlo penare, cosa che non passerà inosservata a Liza, preoccupata per il suo amato sposo. L’apparentemente perfetta e prospera vita che Evgenij aveva intrapreso con Liza, rischia di crollare a causa della tentazione che logora il protagonista  quando vede Stepanida. La storia si conclude con il più inaspettato dei finali che lascerà nel lettore una forte amarezza e sarà costretto dall’autore a vestire i panni del protagonista.