La musica delle generazioni

La musica delle generazioni

Nome

  1. Leonardo
  2. Federico
  3. Lorenzo

Anni

  1. 14
  2. 42
  3. 72

Quando hai iniziato ad ascoltare la musica?

  1. Da piccolo, in macchina con mia mamma e Vasco Rossi.
  2. Sicuramente appena ho aperto gli occhi, ma solo da quando sono riuscito a capire cosa un pezzo trasmettesse dal punto di vista emotivo ho iniziato davvero ad ascoltare la musica.
  3. Sin da bambino e probabilmente la prima cosa che ho sentito è stato proprio il clarinetto di mio padre.

Quali sono i tipi di musica che preferisci? Perché?

  1. Pop e Rap, dato che gli artisti che ascolto fanno quel genere di musica.
  2. Sinceramente un po’ di tutto, da quella classica che non riesco a suonare, a quella pop che è più semplice da interpretare a modo proprio. Da quella rock che permette di sfogarti, a quella country che esprime la cultura di certi paesi che guardano alla scoperta e che ti dà quella voglia irrefrenabile di movimento.
  3. Nella mia vita ho ascoltato un po’ di tutto, dalla musica della banda dove suonava mio padre alla musica e al genere più in voga in determinati momenti. Con la scoperta del cantautorato mi si è aperto un mondo, che credo abbia influito molto sulla mia vita.

Ascoltare la musica, come lo facevi a 14 anni?

  1. Molto semplicemente a dire la verità, prendo il mio telefono, apro la giusta app e schiaccio play, tutta la musica che voglio, dove voglio e come voglio.
  2. Ovviamente in radio, ma usavo anche i famosi walkman con le mie cassette preferite. Ho buttato anche molte monete nei juke-box dei bar e ripensandoci le ho davvero usate bene.
  3. Il giradischi era il mio migliore amico, i long-playing erano i miei preferiti, potevi ascoltare la musica per ore senza dover cambiare ogni volta il disco, ricordo che avevo anche i 45 giri, dischi più piccoli dove al massimo entravano due canzoni, ma non valeva la pesa usarli.

Secondo te, è più difficile fare il cantante o il cantautore?

  1. Credo che tutti siano d’accordo nel dire che tutt’e due le “professioni” siano difficili e complicate, ma se devo scegliere dico il cantante, perché in qualche modo devi un po’ fare l’attore quando canti, cercando di interpretare e trasmettere determinate emozioni che non necessariamente hai provato.
  2. Andrei molto sul sicuro nel dire cantautore, perché trovare le giuste parole per descrivere uno stato d’animo particolare non è una cosa che fai in cinque minuti e quando prendi la penna per scrivere il pezzo o lo strumento da suonare per tirare fuori ciò che hai dentro, pensi solo all’emozione pura e vera.
  3. Penso proprio il cantautore, anche se devo ammettere che ci sono stati interpreti che hanno davvero lasciato un segno e che ancora oggi vengono ricordati come grandi cantanti, vedi ad esempio Mina.

Durante questi anni, hai percepito un’evoluzione in ambito musicale?

  1. Domanda alquanto difficile per me, ho solo 14 anni e solo da poco tempo mi “intendo” di musica, da piccolo la ascoltavo ma senza capirci granché, quindi non posso affermare con certezza se ci sia stata un’evoluzione, probabilmente tra qualche anno avrò più esperienza in questo ambito e saprò dirlo con più fermezza.
  2. Un’evoluzione c’è stata sicuramente e posso affermare con molta sincerità che è stata in peggio, vedo da parte degli artisti meno lavoro e voglia di fare musica solo per puro piacere, ormai si pensa solo agli incassi e agli ascolti di una canzone. Passa un messaggio sbagliato: fare soldi con poca fatica prendendo la via più semplice e veloce.
  3. Sarò anche un po’ di parte ma credo che la musica dei miei tempi sia di gran lunga meglio di quella di adesso, che detto sinceramente non verrà ascoltata anche tra 500 anni. Ci sono artisti dei miei tempi che hanno fatto la storia come i Beatles e verranno ricordati per molto tempo, ma artisti come ci sono adesso sono destinati a tramontare.

Inserirsi nel mondo della musica, come si faceva?

  1. Adesso tutto è più semplice con questi talent che ti danno la possibilità di farti vedere da milioni di persone e farti firmare contratti disco-grafici nel giro di poco. A quel punto solo se sei ascoltato e votato puoi vincere, e solo vincendo puoi assicurarti un posto del mondo della musica.
  2. Partivi da uno scantinato, iniziavi a suonare nei bar e prima o poi qualcuno che passava di lì di chiamava per incidere un pezzo e solo allora, dopo tanta fatica, potevi tentare la fortuna provando a diventare qualcuno. C’era tanta voglia di mettersi in gioco e non si stava attenti tanto alla tecnica, quanto alla vera essenza della canzone, non pensando al gradimento altrui, ma solo all’emozione che provavi mentre scrivevi.
  3. I due ingredienti fondamentali per diventare famoso erano la pazienza e la fortuna. Anche i più grandi artisti ci mettevano molto a inserirsi in questo mondo, alcuni addirittura arrivavano a compiere atti estremi perché non riuscivano a fare ciò che volevano come avrebbero voluto, mi viene in mente Luigi Tenco.

Se tu dovessi scegliere, quale sarebbe la canzone che almeno una volta nella vita ognuno di noi dovrebbe ascoltare?

  1. Irraggiungibile, Shade e Federica Carta. Ho scelto questa perché descrive al meglio la relazione ragazzi-smartphone che c’è in questi anni.
  2. More than words, Extreme. Non è solo il testo, ma anche le stesse note a parlare e a raccontare qualcosa che va oltre le parole della canzone.
  3. Trovarne solo una è molto difficile, posso dire che se tu scegliessi una canzone a caso di tutto il repertorio di Battiato andresti sul sicuro, perché sa sempre trasmetterti qualcosa.

Cos’è per te la musica?

  1. Un mezzo di sfogo, uno strumento che può farti essere ovunque in qualunque situazione, ti fa evadere dalla realtà permettendoti di entrare in una bolla dove puoi sentirti solo, in compagnia, triste ma anche felice.
  2. Lo strumento che mi fa essere qualcosa che non sono, permettendomi di scappare da me stesso e da quel mondo che mi sono costruito intorno. Ognuno di noi indossa una maschera, e solo la musica te la può togliere.
  3. L’elemento fondamentale della vita, perché può aiutarti a superare ostacoli che la vita ti impone.Personalmente con la musica sono riuscito a gustarmi e ad assaporare al meglio molti eventi significativi della mia esistenza.

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